Società Cooperativa Sareco

Eco report

21 gennaio 2015 - Ore 10:52

  La Taranto radioattiva: Commssione Ecomafie scrive a Renzi

La Taranto radioattiva: Commssione Ecomafie scrive a Renzi

POSTED BY  ON 15 GENNAIO 2015 IN  | 145 VIEWS | LEAVE A RESPONSE
TARANTO - Alla fine a scrivere al premier Matteo Renzi è stato proprio il Presidente della Commissione Ecomafie, Alessandro Bratti. Le parole chiave potrebbero riassumersi in: urgenza,tempo e bonifica. L’obiettivo, ha sottolineato Bratti, è quello di non arrivare allo sconcertante e ripetitivo: “l’avevamo detto“.IL DEPOSITO RADIOATTIVO DI CEMERAD - Taranto, un deposito radioattivo “temporaneo”, giace ormai da anni indisturbato in attesa di una bonifica che si aspetta ormai da tempo. Si tratta del sito Cemerad, nel comune di Statte. “Il ministero segue con attenzione” la vicenda, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, in Aula a Montecitorio rispondendo a un’interrogazione parlamentare.I NUMERI - Eppure numeri alla mano, quasi 17.000 fusti, 16.724 per la precisione, di cui 3.344 contenenti rifiuti radioattivi, mentre nei rimanenti 13.380 i rifiuti sono decaduti, ci sarebbe poco da sperare se la vicenda non fosse seguita dal Governo. Tre anni fa era intervenuta anche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che aveva fatto un sopralluogo.

DA 10 ANNI SOTTO SEQUESTRO - La società di riferimento, la Cemerad srl, è fallita nel 2005. Operava nella raccolta di rifiuti radioattivi da applicazioni medico-industriali. Da oltre dieci anni il deposito è sotto sequestro preventivo con affidamento in custodia giudiziaria all’assessore all’ecologia del comune di Statte.

LA LETTERA DI BRATTI - “In qualità di Presidente della Commissione Ecomafie ho scritto al Presidente del Consiglio: questa è una situazione da risolvere non in breve ma in brevissimo tempo, per non dire dopo ‘l’avevamo detto’“. Inoltre Bratti, parlando di “situazione serissima“, ricorda che il deposito si trova a soli 15 km dall’Ilva. Galletti fa riferimento ad una informativa della prefettura di Taranto del primo ottobre 2014. E tra l’altro fa presente che il comando provinciale dei Vigili del fuoco stanno predisponendo “il Piano di emergenza” da attuare in caso di incidenti al deposito. Il ministro riferisce anche che per “il capo della Protezione civile la soluzione definitiva del problema deve trovare opportuna copertura finanziaria nelle risorse ordinarie della regione Puglia e delle altre amministrazioni locali interessate“.

LE SOLUZIONI POSSIBILI - Lo scenario attuale prevede adesso per il Governo due soluzioni. La prima calcola in 5.125.000 di euro i costi per “l’ipotesi di caratterizzazione dei fusti in loco e successivo smaltimento dei rifiuti speciali non radioattivi“; l’altra prevede “9.024.600 di euro” per “l’allontanamento di tutti i fusti per la successiva caratterizzazione e avvio allo smaltimento“. Un’ipotesi, quest’ultima, spiega il ministro, che ”risulterebbe attuabile solo mediante ricorso a procedure di urgenza“.

Nel frattempo, Taranto aspetta ancora.

 

Fonte: Ecoreport.tv

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*




Logo

Indirizzo :

Sareco Soc. Coop.
Via Bengasi n. 7   70129 BARI
Ceglie del Campo (Ba)
CAP 70129

Fax: 0805036080
Cell: 330 863128
P.IVA: 06965790725

E-mail ordinaria:
info@sarecoscarl.com
E-mail ordinaria:
sarecoscarl@hotmail.it
E-mail certificata:
sareco@pec.it

Post Recenti

Contattaci

Nome *

E-mail *

Inserisci codice: 252525

Messaggio

© Copyright 2013
MF - Tutti i diritti riservati.
Busindre Reel